A. 1937: l’anno della “Billy-Clack” Agfa

Rovine di Guernica nel 1937
Die Ruinen von Guernica 5603/37

Guarda questa foto. Non è stata ripresa dopo un terremoto, come sembrerebbe. Siamo nella città basca di Guernica ed è il 1937, l’anno del bombardamento che l’ha rasa al suolo, un bombardamento spacciato come un errore dovuto alla forza del vento, che avrebbe deviato le bombe lanciate dagli aerei della “Legione Condor” – con la partecipazione dell’Aviazione Legionaria italiana – nel corso dell’operazione denominata Rügen (rimproverare) con un discutibile senso dello humor.

Era il 26 aprile del 1937, e non posso sapere con quale apparecchio fotografico sia stata scattata la foto. Però, accompagnando fatti storici di enorme importanza, in quell’anno è entrata in produzione la fotocamera AGFA “Billy-Clack”, di cui conservo un esemplare nella mia limitatissima collezione e che mi piace immaginare non come prodotto esemplare di un regime aberrante, ma come testimone delle atrocità di quegli anni, silenziosa (click!) memoria per i posteri da registrarsi in 6×9 su pellicola formato 120 (sempre AGFA, naturalmente: Actien Gesellschaft für anilinFAbrikation)  impressionata tramite un obiettivo Bilinar, presumibilmente di focale 100 o 110mm e con diaframma massimo f/11, riducibile a f/16 ed f/22.

AGFA Billy-Clack del 1937

Come dice il poeta (leggi, in questo caso, Fabrizio De Andrè), “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” e, forse per questo, parallelamente all’immagine fotografica possiamo trovare una delle maggiori opere d’arte del XX secolo, il più “potente” atto di condanna di quell’orrendo massacro, nato dalla mente e dai pennelli di Pablo Picasso: l’enorme “Guernica” che ancora grida al mondo l’orrore per l’odio nazifascista.

Guernica di Pablo Picasso

La nascita di questa fotocamera appare cosa ridicola rispetto all’enormità degli eventi di quell’anno: oltre alla Guerra Civile spagnola ed alla distruzione di Guernica, sul versante opposto della Pace, della collaborazione reciproca e della civile convivenza, nasce a Chicago la prima banca del sangue.

Malgrado in Germania siano già da tempo in vigore le leggi raziali alle quali l’Italia si accoderà nel giro di un anno, sono gli ostacoli che incontrano i cattolici tedeschi (che vedono ignorato, di fatto, il Reichskonkordat stipulato col regime) a spingere Pio XI alla stesura dell’enciclica Mit brennender Sorge (“con bruciante preoccupazione”) – scritta eccezionalmente in tedesco per essere meglio compresa dai parrocchiani – con la quale condanna apertamente il nazismo.

Per quella che oggi chiameremo “par condicio”, pochi giorni dopo esce anche la condanna del comunismo con la Divini Redemptoris. Ognuno tragga le proprie conclusioni…

Tralasciando tutti i segnali (più o meno sotterranei) di “cova” del secondo conflitto mondiale, vale la pena di rimanere nel campo delle pellicole, anche se in questo caso si tratta di immagini in movimento.

Ad aprile, a Roma, si inaugura “Cinecittà”, che nasce con intenti ovviamente propagandistici, ma che poi avrà modo di dare lustro in tutto il mondo alla nostra nazione rinata, alle sue storie, alla sua cultura e – non ultimo – alle sue maestranze. Oltre oceano, negli Stati Uniti, la Warner Bros. dà vita sugli schermi al folle Daffy Duck, mentre Walt Disney presenta il suo primo lungometraggio: Biancaneve e i sette nani.

Volendo dedicarsi alla lettura, la nostra Billy-Clack avrebbe potuto approfittare de Lo Hobbit, dello scrittore J. R. R. Tolkien, britannico di nascita sudafricana, e di Il rovescio e il diritto del franco-algerino Alberto Camus.

Anno denso e complesso, questo 1937, del quale la semplice e spartana Billy-Clack è figlia del tutto legittima.

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